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	<title>almost CURATORS &#187; Slaps-Pourri.2</title>
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	<description>E se Duchamp avesse collezionato farfalle? / What if Duchamp had collected butterflies?</description>
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		<title>Intervista a Francesco Bianco &#8211; SLAPS-POURRI.2, artQ13</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2016 22:06:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[almost CURATORS è lieto di segnalare Slaps-Pourri.2, evento presentato da Studiolo Laps e dedicato all&#8217;idea del confronto, della fusione e della confusione tra elettronica, sperimentazione, improvvisazione, noise. Due le formazioni della serata, Les Mistons e Frei, che proporranno un lavoro in quadrifonia: un cerchio di altoparlanti accoglierà il pubblico che sarà interamente immerso nel suono. L&#8217;appuntamento è per venerdì 20 maggio 2016 [&#038;hellip]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>almost CURATORS</strong> è lieto di segnalare <b><i>Slaps-Pourri.2</i></b>, evento presentato da <strong>Studiolo Laps</strong> e dedicato all&#8217;idea del confronto, della fusione e della confusione tra elettronica, sperimentazione, improvvisazione, noise.<br />
Due le formazioni della serata, <b>Les Mistons</b> e <b>Frei</b>, che proporranno un lavoro in quadrifonia: un cerchio di altoparlanti accoglierà il pubblico che sarà interamente immerso nel suono. L&#8217;appuntamento è per <strong>venerdì 20 maggio</strong> <strong>2016 alle ore 20.30 </strong>presso <strong><a href="http://www.artq13.com" target="_blank">artQ13</a></strong> a Roma.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2205" src="http://www.almostcurators.org/wp-content/uploads/2016/05/LesMistons-FREI-flyer_web.jpg" alt="LesMistons-FREI-flyer_web" width="1000" height="488" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Abbiamo intervistato <strong>Francesco Bianco</strong>, membro del direttivo dell&#8217;etichetta <a href="http://www.studiololaps.com" target="_blank">Studiolo Laps</a>, un laboratorio creativo che basa la propria azione sulla collaborazione&#8230;</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Qual è la tua formazione?</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Mi sono formato musicalmente attraverso strade molto diverse. Gli anni di studio sono stati tanti, in Musicologia in università e in Musica elettronica al Conservatorio. Ho avuto la fortuna di confrontarmi con insegnati eccezionali, con i quali ho potuto crescere musicalmente, soprattutto al Conservatorio. Ma ciò che incide molto sul mio modo di vedere e fare musica sono certamente le esperienze concrete che ho avuto ed ho nel suonare. Come tanti, ho iniziato a suonare nel gruppetto di amici in età molto giovane. Da lì non mi sono più fermato e col tempo ho poi capito che ciò che ho imparato in quel momento, insieme allo spirito di avventura e alla curiosità nello spingersi nella conoscenza di sé stessi, sono stati essenziale per tutto ciò che poi ho fatto.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Sei membro del direttivo dell&#8217;etichetta Studiolo Laps, ci racconti come è nato e si è poi sviluppato questo progetto?</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Studiolo Laps nasce dalle estrose menti di Remo De Vico e Alessandro Rizzo ai quali mi aggiungo poco dopo la fondazione dell&#8217;etichetta. Dare voce a ciò che di non convenzionale esiste intorno a noi era ed è uno degli obbiettivi fondamentali: creare un&#8217;alternativa alle logiche di produzione e distribuzione industriali e standardizzate della musica. Perciò dentro Studiolo Laps ci sono tante voci, tanti compositori diversi tra loro. Le attività che nascono in seno all&#8217;etichetta sono diverse: la <i>Slaps orchestra</i>, orchestra sperimentale multiforme e cangiante; <i>Il silenzio del rumore</i>, trasmissione radiofonica andata in onda su Radio Ciroma; gli eventi dal vivo, come <i>Slaps-pourri</i>, necessità impostasi per uscire dal virtuale e confrontarsi con il mondo. In Slaps-pourri.2, evento che presenteremo ad artQ13 il 20 maggio, ci saranno due formazioni i <i>Frei</i> e <i>Les Mistons</i>, entrambi pubblicati da Studiolo Laps. Le loro musiche si pongono al confine fra le ricerche della musica d&#8217;avanguardia e i linguaggi delle realtà underground.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>In quanto musicista e compositore su cosa si è incentrata la tua ricerca negli ultimi anni?</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Insieme agli studi sul suono e sulla produzione di questo, tra gli altri, il tema che si è esplicitato nelle mie creazioni e nelle mie riflessioni è la condizione dell&#8217;uomo nella società mediatica, quindi la nostra società ai giorni nostri. Ho cercato di indagare come sia possibile mutuare i concetti della teoria dell&#8217;informazione e applicarli al discorso musicale al fine di ricreare un &#8220;ambiente comunicazionale&#8221; nel quale controllare i messaggi. Quindi, lo studio del messaggio e di come questo si muove, come viene trasferito o meno, è posto alla base di diversi miei lavori. Questo studio scaturisce dalla fortissima necessità di essere nella società e di cercare di scoprirne e reinterpretarne qualche aspetto, uno dei quali, quello di cui parliamo, a me sembra essere di fondamentale importanza: ogni individuo viene sottoposto ad una quantità indefinibile di messaggi rispetto alla quale difficilmente riesce a districarsi e a cogliere il messaggio reale, di fondo e, soprattutto, altrettanto faticosamente si riesce a realizzare una interpretazione e interiorizzazione di ciò che ci viene comunicato. Tutto viene omologato in un flusso continuo di informazioni all&#8217;interno del quale è difficile distinguere cosa sia utile e cosa meno, cosa sia reale e cosa artefatto, difficilmente si sfugge ad una omologazione, quindi, del pensiero e della persona, anche lì dove si pensa di essere alternativi ad una cultura di massa. L&#8217;intento poetico rimane, quindi, quello di mettere l&#8217;ascoltatore di fronte al sé stesso della realtà, ricreare un &#8220;ambiente comunicazionale&#8221; simile a quello della quotidianità e mettere lo stesso ascoltatore in confronto con una reinterpretazione della realtà, reinterpretazione dentro la quale egli stesso può accorgersi di avere il potere di interpretare e agire scoprendo sé stesso e la sua funzione di individuo nella società.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Che significato ha e che valore ha per te lavorare in gruppo? Quali strade o opportunità di ricerca crea?</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Lavorare in gruppo è una delle esperienze che non solo ogni artista, ma ogni persona dovrebbe fare nella propria vita. Il confronto con gli altri è sempre una miniera di nuove scoperte in quanto il fatto stesso di essere persone diverse porta a valutare una stessa cosa in maniera differente: se dalla nostra posizione non riusciamo a vedere qualcosa che ci è negato da un ostacolo per noi insormontabile l&#8217;aiuto di un&#8217;altra persona, che gode di un&#8217;altro punto di vista, potrà portarci a vedere quella cosa. Inoltre lavorare in gruppo è già un primo passo per andare al di fuori della ormai diffusa autoreferenzialità di cui spesso l&#8217;arte stessa è vittima.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Volgendo lo sguardo verso l&#8217;esterno, nonostante le molte difficoltà dovute alle vicende legate alla politica internazionale cosa credi resti ancora dei concetti di comunità e condivisione? </strong></p>
<p align="JUSTIFY">Mi sembra che nella nostra società nessuno abbia pietà di nessuno. Ognuno corre dritto come un treno testardo seguendo la sua strada e cercando a tutti i costi di non fermarsi. Fermarsi vuol dire riflettere, sentire, parlare, ascoltare. Ma non abbiamo più il tempo di fare queste cose e forse non ne abbiamo neanche la voglia o addirittura la capacità. Non è la sede per scendere nei particolari di ciò che accade ad un livello internazionale. Basti ricordare lo sbando in cui versa la nostra Europa sotto i profili sociale, economico, politico, la crescita delle posizioni xenofobe dai governi europei a molti altri nel resto del mondo, il sempre fiorente commercio di armi, l&#8217;ambiguità di un occidente che prima porta i disordini e poi i soldati per normalizzare i conflitti. Come normalizzati sono i nostri sentimenti, appiattite le nostre emozioni, superficiali le nostre riflessioni, tutto ciò che ci permette di essere umani e di vivere come comunità, viene tagliato, alleggerito, neutralizzato dall&#8217;ennesima pubblicità che spezza, insieme al film, la nostra emozione che lo stava seguendo.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong><em>SLAPS-POURRI.2<br />
</em></strong><strong>artQ13, via Nicola Coviello 15, 00165 Roma</strong><br />
<strong>venerdì 20 maggio, ore 20.30</strong></p>
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