Notizia del giorno: Un gigante è naufragato sulle rive del Belgio!

Potrebbe sembrare un’enorme gigante, dal corpo possente e acciaccato, che dopo tanta fatica si è flebilmente accasciato.
Si tratta di Kreupelhout – Cripplewood, opera dell’artista belga Berlinde De Bruyckere (Gand, 1964), presentato alla Biennale di Venezia di quest’anno. Il lavoro, composto da un enorme e nodoso olmo sradicato, intorno al quale sono stati avvolti con cinghie e lacci cuscini e asciugamani dalle intense tonalità di rosso, ricorda muscoli, tendini ed ossa di un corpo umano. Ricoperta di cera bianco latte, e con venature rosso sangue e blu, la “pelle” del tronco trafitto da rami rievoca le vivaci tavolozze dei grandi maestri venziani – quali Bellini, Tiziano e Veronese – ed il martirio di San Sebastiano, santo molto amato dai venziani perché considerato protettore dalla peste.
Il tronco adagiato nella penombra della sala del padiglione belga somiglia ancor di più ad un corpo da ammirare e compiangere.

Breaking News: A giant wrecked on the coasts of Belgium!
It might look like a huge giant with a powerful and bruised body, who after a great effort feebly crumbles.
It is Kreupelhout – Cripplewood, Belgian artist Berlinde De Bruyckere’s work (Gand, 1964), which was exhibited this year at the Venice Biennial. The work is made up of a huge and knotty uprooted elm: crimson belts, traps, pillows and towels similar to human muscles, tendons, and bones, wrap the tree. The “skin” of the trunk is covered with milk-white wax with bloody-red and blue veins and it is pierced by branches, recalling the lively palettes of Venetian masters – Bellini, Titian, and Veronese -, as well as the martyrdom of Saint Sebastian, who is the beloved saint for Venetians as protector from the plague.
The trunk, laying down in the dim light of the Belgian Pavilion, looks once more like a human body to admire and mourn.

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