Mamma!!!! Paul mi ha rotto la bambola!!!!!

Questa simpatica bambola che ci guarda e sorride come un giocoso fumetto è in realtà l’opera di Paul McCarthy, Children’s Anatomical Educational Figure del 1990ca.

L’enorme pupazzo attira la nostra attenzione per il suo piacevole aspetto, soltanto in un secondo momento ci si accorge però che presenta uno squarcio sul ventre da cui fuoriescono le viscere.
Intrisa di humour nero la bambola è utilizzata dall’artista come personaggio-archetipo per indagare rappresentare il modo in cui gli adulti affrontano il tema della violenza e delle funzioni corporali rivolgendosi ai più giovani, ribaltandone il punto di vista: al gioco e alla piacevolezza del personaggio, si contrappone il desiderio infantile di esplorare i segreti delle cose.
La volontà di indagare l’interno delle cose – come in questo caso le viscere della bambola – deriva per McCarthy dalle influenze del minimalismo. Nonostante non abbia mai fatto parte della corrente minimalista, McCarthy riconosce infatti che il suo interesse per l’interno delle cose provenga dagli influssi percepiti nei primi anni di attività, quando il Minimalismo era al suo culmine.

Mom!!!! Paul broke my doll!!!!!
This nice doll looking at us and smiling like a fun cartoon is actually Paul McCarthy’s work (1945, Salt Lake City, USA) Children’s Anatomical Educational Figure of c.1990.
This huge doll catches our attention with its pleasant look: it is only later that it is possible to notice a gash on its belly with innards coming out.
Overflowing with black humor, the artist is using this doll as a character-archetype to investigate and portray the way adults deal with the theme of violence and the uses of body. By talking to young people, he is reversing the viewpoint: child desire for exploring secrets is contrasting with the playful and pleasant side of the character.
McCarthy’s will to investigate the inside of things – as it is in this case with the doll’s innards – comes from minimalist influences. Although he was never part of the minimalist phenomenon, McCarthy admits that his interest in the inside of things comes from those influences grasped during the first years of his career, when Minimalism was at its peak.

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