Ma per incontrare Doc Brown non bisognava aspettare il 2015?!

Per la 55. Edizione della Biennale di Venezia, il padiglione degli Stati Uniti d’America – edificio neoclassico progettato nel 1930 dagli architetti Delano e Aldrich – sembra essere stato trasformato nel laboratorio di uno scienziato. Si tratta dell’opera “Triple Point” di Sarah Sze (Boston, 1969). Un susseguirsi di installazioni interrelate tra loro compongono un universo parallelo, nel quale l’artista ci introduce per portarci a riflettere sul modo in cui ci relazioniamo ad un mondo perennemente disorientante. Ogni sala è concepita come un sito sperimentale in cui gli oggetti, instabili e ammonticchiati gli uni sugli altri, diventano strumenti per misurare o modellare la nostra posizione nello spazio e nel tempo. L’aspirazione a costruire modelli che catturino la complessità e l’impossibilità di tale azione, è il punto centrale dell’opera.

Wasn’t Doc Brown expected by 2015?!
During the 55th Venice Biennial, the US pavilion – neoclassical building designed in 1930 by architects Delano and Aldrich – seems to be turning into a scientific laboratory. It is Sarah Sze’s (Boston, 1969) work “Triple Point.” Several combined installations make up a parallel universe where the artist pushes us to reflect about the way we relate to a constantly confusing world. Each room is conceived as an experimental site where changeable and piled up objects become instruments to measure or shape our position in space and time. The aspiration to build models which are able to capture the complexity and impossibility of such action is the focal point of this work.

Comments are closed.

Scroll to top